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Lunedì, 20 Novembre 2017

La forza vitale della natura

 

 

 

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I fiori di Bach

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l dott. Bach era convinto che la salute di ognuno di noi dipendesse dal nostro modo di pensare, dai nostri sentimenti e dalle nostre emozioni. Salute significa infatti armonia, ritmo, capacità di pensare in modo positivo e costruttivo, con felicità, mentre la malattia, il suo contrario, è pensare in modo negativo e distruttivo, senza felicità.

 

Obiettivo del dott. Bach era "curare il paziente e non la sua malattia" perché una volta superati i pensieri negativi anche l'organismo si sarebbe ripreso. Così si rivolse alla natura e ai fiori, poiché è proprio dalla natura che si trae la forza vitale che ci aiuta ad uscire dallo sconforto.

 

Egli scoprì i 38 fiori per combattere i 38 stati d'animo negativi in cui l'uomo può trovarsi e che sono all'origine di ogni malattia. Il dott. Bach divise i 38 stati rimedi in 7 gruppi: quelli contro la paura, l'incertezza, la solitudine, l'ipersensibilità, l'apatia, lo scoraggiamento o la disperazione, la cura eccessiva per il benessere degli altri. I 38 rimedi costituiscono un sistema terapeutico completo e ogni pianta è stata scelta per la sua proprietà principale: la capacità di guarire la mente.

 

Curarsi con il metodo di Bach significa assumere un punto di vista diverso rispetto a tutti gli altri tipi di medicina: esso si concentra totalmente sulla personalità e sulle emozioni del paziente.

 

Chi si rivolge alla floriterapia lo fa in genere spinto da un disagio, cioè perché sta male sul piano fisico, psichico o su entrambi. Il dott. Bach dedicò la sua intera vita alla ricerca di un metodo che potesse alleviare le sofferenze e si può certamente dire che le essenze da lui scoperte hanno in primo luogo una funzione curativa. Ma i suoi rimedi non servono solamente a chi è malato: assumerli con regolarità può aiutare a capire meglio determinati aspetti del proprio animo, riequilibrandoli in profondità.

Quello che generalmente viene definito "star bene" è infatti più spesso una semplice assenza di malattia, piuttosto che uno stato di salute e di benessere in senso pieno. Quando, con l'aiuto della floriterapia, si raggiunge un pieno riequilibrio emozionale ci si rende conto che è come se "prima" si stava andando "con una marcia in meno". Sia lo star male vero e proprio che andare "con una marcia in meno" derivano, secondo Bach, da una comunicazione difettosa tra l'Anima e la Personalità.

 

Bach parlava di "Anima" o "Io Superiore" intendendo quella parte dell'essere umano più profondamente spirituale, ciò che gli sopravvive dopo la morte. Proprio l'anima ha un compito da svolgere, e sa di doverlo fare, perché se l'era scelto fin da prima della nascita per raggiungere l'obbiettivo di continuare la propria evoluzione, assumendo caratteristiche sempre più "divine". Esiste poi una parte di noi che non è ne Anima né corpo. Una parte che, pur non essendo di tipo fisico, non possiede nemmeno l'ampiezza di vedute, la consapevolezza del proprio destino la tensione interna verso ciò che è buono e giusto (in una parola, la "divinità" che è propria dell'anima. Questa parte di noi è costituita dal nostro carattere o, come la chiama Bach "Personalità" e rappresenta, in un certo modo, l'anello di congiunzione tra il corpo fisico e l'Io Superiore. Dovrebbe essere anche lo strumento che consente all'Anima di manifestarsi al meglio e perseguire i propri obbiettivi, ma non è sempre così. Infatti secondo Bach, tutti gli stati di malessere (dal non essere pienamente felici alla vera e propria malattia, che poi diventa anche fisica) derivano da "difficoltà di comunicazione" tra l'Io Superiore e Personalità. La Personalità, accecata dalle proprie esigenze, perde il contatto con l'Anima e con i messaggi che essa cerca di trasmettere e fa del suo meglio per perseguire le proprie finalità spicciole allontanandosi sempre più dal nostro compito divino. Ma, presto o tardi, ciò si manifesterà con un disagio più o meno profondo, una sensazione di insoddisfazione. L'assunzione dell'opportuna essenza floreale aiuterà a riaprire un "canale di comunicazione" tra Io Superiore e Personalità, andando a ripristinare l'equilibrio.

 

Si tratta dunque di utilizzare la floriterapia per essere "più sinceri con se stessi e con gli altri", intendendo come sincerità l'autenticità profonda, coerenza con quello che è lo scopo della propria vita. Questo, secondo Bach, è il senso della parola "evoluzione" che vuol dire in realtà riscoprire e assecondare la propria vera natura.

 

Bibliografia consigliata:

  • B. Gulminelli, I fiori di Bach per tutti, tecniche Nuove, 2004

  • E. Bach, "Guarisci te stesso": Demetra, 2000

  • B. Gulminelli, Fiori di Bach – Come sceglierli, quando utilizzarli, tecniche Nuove, 2004

  • M. Scheffer, Metodo originale della floriterapia di Bach, tecniche Nuove, 1998

 

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